Mentre a Wall Street si consuma il dramma di Facebook, le cui quotazioni, dal giorno del collocamento, hanno perso il 20% circa, c’è chi continua a sorridere. E’ il caso di MercadoLibre, l’unica società Internet sudamericana sopravvissuta alla bolla internet del 2000. E che quest’anno svetta al 15 posto della classifica di Fortune, tra le società a più alto tasso di crescita. Meglio di Apple, che nella stessa classifica siede al 21. La classifica, stilata sulla base dei risultati economici del 2011, rileva una crescita annuale del 72% (77 milioni di dollari) dei profitti a fronte di un balzo del 33% annuale dei ricavi che hanno raggiunto quota 299 milioni, il 350% in più rispetto al 2007. Fondata dall’argentino Marcos Galperin, MercadoLibre, una piattaforma ecommerce diffusa in 12 paesi latino americani, una sorta di sorella sudamericana della statunitense eBay, che tra l’altro detiene il 18% del capitale. Quando la società dubuttò sul web, nel 1999, solo il 3% dei sudamericani aveva accesso a Internet a fronte dei 37% attuali (circa 210 milioni). E altri 100 milioni, secondo le stime degli analisti, dovrebbero aggiungersene nei prossimi cinque anni. Stime che alimentano ulteriore ottimismo sul gruppo. Secondo gli esperti dell’ufficio studi di Morningstar, entro il 2015 MercatoLibre riuscirà a mettere le mani sul 35% degli utenti sudamericani contro il 25% del 2010. Per oggi la società, nei cui scaffali virtuali compaiono in media oltre 10,9 milioni di prodotti, può contare su quasi 66 milioni di utenti registrati. Oltre che dai costi di spedizione, gran parte delle entrate sono assicurate dalla pubblicità online. Certo, guardando avanti i rischi non mancano. La società, che incassa ricavi in 12 valute differenti, è molto esposta alle oscillazioni del mercato dei cambi. Senza parlare del fatto che, oltre alla crisi negli anni la società ha dovuto affrontare una serie di crisi politico-economiche in tutta l’area sudamericana. Ma almeno per ora la società continua a viaggiare con il vento in poppa. 

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