L’accordo raggiunto a Bruxelles per il secondo round di aiuti alla Grecia, lungi dall’essere una soluzione definitiva, guadagna tempo per Atene e per l’Europa nella crisi del debito. Ma i nodi irrisolti restano tanti per la Grecia, fra incognite politiche e sociali, un piano di rientro del debito che potrebbe deragliare, e una recessione che minaccia di far saltare le previsioni.

Secondo il Wall Street Journal, il salvataggio approvato non è tanto importante per la Grecia quanto piuttosto per Spagna, Italia e Portogallo. ”Madrid, Roma e Lisbona non dovrebbero congratularsi con Atene per il nuovo salvataggio. Dovrebbero esprimerle la loro eterna gratitudine: questo salvataggio non è per salvare la Grecia, ma salverà Spagna, Italia e Portogallo” evidenzia il quotidiano, precisando che il secondo salvataggio non sia per la Grecia, per la quale restano rischi.

L’accordo dell’area euro lascia la Grecia con un debito elevato e con molte difficoltà nell’attuazione del piano che ”potrebbero farlo deragliare, impedendo al paese di tornare a crescere dopo alcuni anni di devastante recessione che sta già causando tensioni sociali e incertezza politica”. L’austerità che dovrà essere imposta e le elezioni prossime aumentano la possibilità di una rivolta in Grecia e dell’elezione di un governo che voglia allontanarsi da Bruxelles: il rischio di un’uscita della Grecia resta ma il salvataggio lo ritarda di settimane se non mesi, concedendo a Spagna, Italia e Portogallo più tempo per rafforzarsi e assicurarsi di essere meno inclini al contagio.

Annunci