“Addio Silvio, benvenuto Monti”. A fotografare la – probabile – staffetta al vertice dell’Italia è il settimanale britannico The Economist. Che alle recenti vicende del presidente del Consiglio italiano ha dedicato un’eloquente copertina titolata “That’s All, Folks”. E’ finita, ragazzi. Ovvero l’espressione-simbolo della sigla di coda dei cartoni animati della Warner Brothers. L’analisi dedicata all’epopea berlusconiana, affidata al numero in edicola del settimanale è, come di consueto, molto severa. “L’Economist – si legge – ha sostenuto da tempo che Berlusconi fosse inadatto a governare. Ma persino noi siamo rimasti scioccati nel vedere come, mentre la crisi dell’euro si stava avvicinando all’Italia, egli abbia dedicato il suo tempo alle feste e ai giochi politici e abbia accantonato la necessità di fare le riforme”. Non tutto però sembra perduto. “Senza Berlusconi – scrive l’Economist – l’Italia ha ancora una possibilità. Il suo debito, benché alto, è stabile. Non ha patito una bolla immobiliare e il conseguente crollo del sistema bancario. Gli italiani sono dei buoni risparmiatori e gli introiti fiscali del governo non dipendono troppo dalla finanza o dalle proprietà. Prima di applicare il pagamento degli  interessi, l’Italia può persino godere di un avanzo primario”.

Le buone notizie però finiscono qui. “Nulla ora può evitare una crisi del debito in Italia”. Secondo l’Economist infatti i tassi sul denaro che l’Italia prende in prestito resteranno comunque “superiori a prima della crisi”. Per evitare il peggio la Banca Centrale Europea dovrebbe impegnarsi a proteggere l’Italia e le banche europee senza se e senza ma. “Se la BCE riesce a creare uno spazio d’azione, i politici devono convincere il mondo che le democrazie dell’eurozona hanno la capacità di gestire i loro debiti e attuare le riforme”. E qui, nel caso dell’Italia, entra in gioco Mario Monti. “La sua nomina delizierebbe i mercati”, suggerisce il settimanale. Che, però, sottolinea anche l’importante di una “grande maggioranza” a suo sostegno in Parlamento.

“Tale governo provvisorio – conclude – avrà una parte da giocare nei prossimi mesi. Ma le riforme dovranno essere protratte per anni. E questo richiede, più di ogni altra cosa, legittimità democratica”. Ergo le elezioni. “Perché l’euro sopravviva serve che l’Italia si salvi”. In questo senso la “promessa” uscita di Berlusconi offre agli italiani, secondo l’Economist, la possibilità di lasciarsi alle spalle anni di stagnazione, “sociale, economica e politica”. “E’ ora di cambiare spiaggia”, sintetizza il settimanale.

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