“Una sorpresa”.  Così i due principali giornali economici stranieri, il Financial Times e il Wall Street Journal hanno definito la nomina di Ignazio Visco al timone di Bankitalia. Per entrambi i quotidiani, la decisione può alimentare nuove tensioni con la Francia per ruolo di Lorenzo Bini Smaghi nel board della Bce, il cui posto, in caso di passaggio di Bini Smaghi alla carica di governatore sarebbe stato preso da un francese.

“Berlusconi sorprende con la scelta per la Banca Centrale” è il titolo scelto dal Financial Times, che parla di “una inversione a U al termine di una giornata di intenso dramma”, con una decisione che ha posto fine a “mesi di rinvii e cambi di rotta che hanno minato la credibilità dell’Italia sulla scena internazionale”. Una scelta, si legge sul quotidiano della City, “che lascia Berlusconi di fronte ad uno scomodo faccia a faccia questo fine settimana con il presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha pubblicamente chiesto l’uscita di Bini Smaghi dal board della Bce per far posto ad un candidato francese”.

“La scelta del governatore è una sorpresa”, gli fa eco il Wall Street Journal, ribadendo che il nome di Visco pone fine ad “un’insolitamente teso processo di selezione con una nomina a sorpresa”.  Il Wsj descrive Visco come un “funzionario pubblico che ha a lungo lavorato in Bankitalia” e una figura “nonpartisan, una rarità nel panorama politico frammentato italiano”.

Napoletano, dal 2007 vice direttore della Banca d’Italia, apprezzato e brillante economista, allievo di Federico Caffé, capo servizio studi della Banca e poi capo economista all’Ocse, Ignazio Visco è da sempre sostenitore della crescita dell’economia, più volte sollecitata con la richiesta di «decisioni rapide e coraggiose» al governo, senza che però si incida pesantemente sul fisco.senza che però si incida pesantemente sul fisco. Economista rigoroso è apprezzato in Italia in modo bipartisan, sia dal centrosinistra che dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti dal quale ha di recente ricevuto l’incarico di mettere a punto idee e progetti per lo sviluppo.

All’estero gode di buona reputazione grazie all’esperienza all’Ocse e alle sue attività presso la Bri, la Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea alle cui riunioni partecipa regolarmente. Di buone letture, conoscitore profondo della storia, ha più volte sottolineato l’importanza della cultura e dell’istruzione per rilanciare e migliorare il Paese.

Nel 2009 ha dato alle stampe il volume ‘Investire in Conoscenza per la crescita economica’ dove sottolinea l’importanza degli investimenti in questo settore per invertire la perdita di ricchezza e dare slancio all’Italia. E’ anche un attento osservatore della realtà e dei problemi del Mezzogiorno d’Italia.

Nato a Napoli il 21 novembre 1949, è sposato e ha tre figlie. Vice direttore generale dal 9 gennaio 2007, ha percorso molte tappe nell’istituto di Via Nazionale: dal 2004 Funzionario generale della Banca d’Italia (prima come direttore centrale per le Attività estere e dal marzo 2006 come direttore centrale per la ricerca economica). Il suo curriculum è ricco di incarichi di rilievo: presidente del Comitato relazioni internazionali del Sistema europeo delle Banche centrali (Sebc, 2009-10); membro del Comitato dei Supplenti del G-7, del Comitato dei Supplenti del G-20, del Comitato economico e finanziario della Ue, del gruppo di lavoro n.3 del Comitato di politica economica dell’Ocse; supplente nel Consiglio di amministrazione della Bri.

Le basi le mette però studiando a Roma, all’Università La Sapienza: nel 1971 si laurea in Economia e commercio con il massimo dei voti e la lode discutendo la tesi ‘Verifica della tesi dell’incorporamento dell’aumento dei prezzi nel tasso d’interesse’, con il professor Federico Caffé da sempre attento ad economia e società. Assunto nel 1972 in Banca d’Italia, compie il periodo di perfezionamento presso la University of Pennsylvania. Al ritorno in Italia, nel 1974, è assegnato al Servizio studi, di cui diviene capo nel 1990. Coordina il Gruppo di lavoro per la costruzione del Modello trimestrale dell’economia italiana (1983-86), partecipa allo studio e alla definizione di interventi di politica monetaria e del cambio, rappresenta l’Istituto e ricopre incarichi in organismi nazionali (tra i quali, Istat, Cnel, Cnr e Presidenza del Consiglio dei ministri) e internazionali (Ocse, Ue, Bri). Dal 1997 al 2002 è Chief Economist e Direttore dell’Economics Department dell’Ocse, nella cui veste sovrintende all’attività di analisi delle economie e delle politiche dei paesi industriali e ai progetti di ricerca sui principali problemi economici e finanziari mondiali.

E’ anche membro di vari gruppi e comitati internazionali, tra i quali il Comitato dei Supplenti del G-10 (nel quale poi rappresenta la Banca d’Italia dal 2004 al 2006) e la Commission on Global Ageing del Center for Strategic and International Studies di Washington. E’ autore di numerose pubblicazioni. Ha insegnato, tra l’altro, econometria (1983-85) e politica economica (1989) presso l’Universita’ ‘La Sapienza’.

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