Il presidente uscente della Bce Jean-Claude Trichet rimanda al mittente le critiche incassate nei giorni scorsi, in base alle quali, con l’acquisto di titoli di Stato dei Paesi dell’eurozona in difficoltà, l’ex numero uno di Francoforte avrebbe travalicato i limiti del suo mandato. In un’intervista pubblicata oggi dal Frankfurter Allegemeine Zeitung Trichet sottolinea, a questo proposito, le responsabilità dei governi degli Stati membri. ”Noi siamo dovuti intervenire – per motivi di politica monetaria – perché i governi non hanno preso sul serio per troppo tempo la loro responsabilità di assicurare una stabilità finanziaria”. Trichet ha respinto anche le critiche alle cosiddette misure particolari anticrisi: i provvedimenti sono stati intrapresi a causa dei disturbi dei mercati e gestiti in modo da ”portare un effetto migliore” della politica monetaria.

Una risposta che arriva a ridosso della pubblicazione di un sondaggio commissionato dal sindacato di categoria Ipso da cui emerge che più della metà dei dipendenti della stessa Bce (55% per la precisione) ritiene che la scelta di Trichet sia andata oltre il suo mandato ma che allo stesso tempo sia stata giustificata dalla gravità della situazione.

Trichet ha inoltre indicato la strada che, a suo avviso, dovrebbe essere percorsa per ridurre i rischi di una crisi della moneta unica. “I trattati europei dovrebbero essere corretti per consentire di intervenire sugli stati membri che violano il patto di crescita e di stabilità”.

Oggi, intanto, a Francoforte si è celebrato il passaggio di consegne, tra il governatore uscente della Bce, Jean-Claude Trichet, e Mario Draghi che comincerà ufficialmente il suo mandato il primo novembre.

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