I mercati non ritengono la scadenza del 2 agosto vera per un default: gli Stati Uniti hanno i soldi per andare avanti e possono far slittare la data. Ma le grandi manovre per mettersi al riparo dal peggio sono iniziate, con le banche preoccupate per un downgrade degli Stati Uniti che comporterebbe per il paese 100 miliardi di dollari in più per il pagamento degli interessi.

Non sono certo meno preoccupanti le ripercussioni che tale evento avrebbe sui consumatori e sull’economia reale. Le aziende saranno – mettono in evidenza molti economisti – ancora più restie ad assumere di quanto già non siano. Secondo un sondaggio della Reuters, 30 economisti su 53 ritengono che gli Stati Uniti perderanno il rating AAA almeno da una delle tre agenzie di rating.

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