Svolta storica nel più prestigioso quotidiano americano, nonchè uno dei più quotati al mondo, il New York Times. Per la prima volta in 160 anni una donna siederà alla poltrona più alta. L’onore spetta a Jill Abramson, 57 anni, ex capo dell’ ufficio di Washington, sarà il nuovo direttore del Nyt al posto di Bill Keller, che lascia per diventare giornalista a tempo pieno della cosiddetta ‘Vecchia Signora in grigio’, da editorialista e da articolista del magazine domenicale, con le sue lunghe approfondite inchieste. L’avvicendamento, in calendario il 6 settembre, è stato annunciato ieri dall’editore del quotidiano, Arthur Sulzberger. La Abramson, una ex giornalista investigativa, era una dei due vice di Keller dal 2003. E’ stato lo stesso Keller a voler lasciare l’incarico, in un momento difficile per il quotidiano, con una crisi nelle vendite e il passaggio alla realtà digitale.

Che la Abramson sia la persona giusta al posto giusto per il passaggio all’era informatica, lo conferma il suo più recente incarico. All’inizio dell’anno il nuovo direttore aveva lasciato la sua posizione di vicedirettore esecutivo della redazione per lavorare appieno sulla nuova strategia digitale, ora che i servizi web del prestigioso quotidiano sono a pagamento. La Abramson, nata e cresciuta a New York, ha definito la sua nomina ”l’equivalente di una ascesa al Valhalla”, cioé il paradiso del dio Odino. ”A casa mia – ricorda il neo direttore – il Times era l’equivalente di una religione. Se il Nyt lo diceva, era una verità assoluta”.

Passata la sbronza della nomina, il compito che ora le spetta sarà tutt’altro che semplice. Le sfide saranno numerose, in un momento particolarmente difficile per la stampa quotidiana, confrontata ad un calo delle copie cartacee e ad una crescita troppo lenta delle risorse pubblicitarie sul web. Per il New York Times c’è anche la concorrenza del Wall Street Journal, il quotidiano newyorchese di Rupert Murdoch, il più diffuso degli Stati Uniti.

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