Tassisti, agenti di sicurezza. E ancora: capitani di aziende, registi, dj, musicisti. Mestieri fino a pochi anni fa a esclusivo appannaggio degli uomini sono sempre più alla portata delle donne indiane. Il circolo vizioso, fatto da impedimenti culturali, religiosi  ed economici, entro la quale da troppi anni la donna indiana era intrappolata, comincia a interrompersi. Un processo che non è limitato alle categorie alle fasce più ricche della popolazione ma che lentamente sta coinvolgendo tutte le donne del continente indiano. Oltre al diritto allo studio anche il diritto al lavoro sta giocando un ruolo importante in questa metaformosi.

Una mostra alla Fondazione Forma a Milano (Women changing India, 25 maggio-19 giugno) ritrae in 130 foto scattate da sei fotografi dell’agenzia Magnum la “rivoluzione rosa” dell’India. Sono ritratti di donne coraggiose, consapevoli, orgogliose e non rassegnate di fronte alle difficoltà evidenti del percorso intrapreso.

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