La tempesta perfetta si scatena sulla catena di abbigliamento svedese Hennes & Mauritz (H&M). La strategia di mantenere fermi i prezzi di vendita finali nei suoi negozi, facendosi così carico dell’aumento dei costi delle materie prime (soprattutto il cotone) non ha prodotto i risultati attesi. Nel primo trimestre fiscale (chiuso a fine febbraio), le vendite sono rimaste sostanzialmente ferme rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a 24,5 miliardi di corone svedesi (1,4 per cento). E, ancora peggio, la redditività ha segnato una brusca flessione. Tra dicembre e febbraio, gli utili netti si sono attestati a 2,6 miliardi di corone svedesi, pari a 2,6 corone per azioni (30 per cento), mentre il margine lordo è passato dal 61,9 al 57,8 per cento”. La debolezza del trimestre di H&M va a braccetto con il ridimensionamento dei redditi delle famiglie, sotto pressione in seguito ai recenti aumenti dei prezzi della benzina e dei prodotti alimentari” spiegano gli analisti di Nomura, confermando sulle azioni il rating “reduce”. “Con l’obiettivo di guadagnare fette di mercato, la società ha quindi deciso di non ritoccare verso l’alto il listino prezzi e di aumentare, al tempo stesso, gli investimenti nel marketing. Una politica che sortirà gli effetti desiderati solo nel lungo periodo. Ma che, nei prossimi due tre trimestri, rischia di riproporre le stesse difficoltà di questo inizio d’anno”.

Di fronte ad un quadro futuro che non appare rassicurante, gli esperti della banca giapponese hanno deciso di rivedere al ribasso le stime sugli utili per azione per l’intero esercizio a 9,64 corone svedesi (4 per cento circa rispetto alle stime precedenti). Un ridimensionamento delle previsioni ha finito per coinvolgere il prezzo obiettivo delle azioni, passato da 184 a 177 corone svedesi (20 per cento circa rispetto alle quotazioni attuali).
Meno negativi sulle prospettive future della catena svedese sono invece gli esperti di Credit Suisse. Che, in attesa di maggiori indicazioni sul piano d’azione dei prossimi mesi, hanno confermato il giudizio sulle azioni a “neutral” e il target price a 220 corone svedesi.
E se H&M soffre, lo stesso non si può dire della sua più insidiosa rivale, la spagnola Zara. La società che ne controlla il marchio, Inditex, ha archiviato il quarto trimestre 2010 (chiuso a fine gennaio) sopra le stime del mercato con un utile netto in rialzo del 14 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente a 553 milioni di euro. Nell’intero esercizio, i ricavi sono aumentati del 13 per cento a 12,53 miliardi di euro e il suo utile netto del 32 per cento a 1,73 miliardi. La pubblicazione del bilancio di Inditex, accolta con entusiasmo dal mercato, ha fatto scattare una serie di promozioni sul titolo, alimentandone una nuova fase rialzista (nell’ultimo mese, l’apprezzamento è stato del + 10 per cento circa). In prima fila tra i più positivi c’è la banca d’affari americana Morgan Stanley, che ha ritoccato verso l’alto la raccomandazione a “overweight” dal precedente “equalweight” con un prezzo obiettivo rimasto invariato a quota 65 euro. Anche se più contenuta, una promozione è arrivata anche da Nomura, che ha alzato di un gradino, da “reduce” a “neutral”, il giudizio di acquisto, portando a 59 (da 54 euro) il target price. da Affari&Finanza, la Repubblica dell’11 aprile 2011

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