E’ social network mania. Protagonisti di questa nuova puntata dell’ormai quotidiana serie di acquisizioni di pacchetti di società del web 2.0 sono JpMorgan e Twitter. La banca americana punta ad acquisire una quota del 10 per cento del microbloggling per 450 milioni di dollari. Cifra che porterebbe il valore complessivo del sito  a 4,5 miliardi di dollari.

Queste le ultime indiscrezioni raccolte dal Financial Times e dal Wall Street Journal: la banca d’affari americana avrebbe intenzione di entrare nel redditizio business dei messaggini seguendo le orme di Goldman Sachs che ha appena investito a gennaio 1,5 miliardi di dollari in Facebook valutandola 50 miliardi di dollari.

JpMorgan agirebbe attraverso il suo fondo Digital Growt Fund, creato proprio per investire in società internet e digital media premiate da una crescita vertiginosa. Il fondo avrebbe già raccolto 1,2 miliardi di dollari, ma  – avverte l’Ft – l’accordo ancora non è stato chiuso e non è chiaro se si possa trattare di un investimento diretto o dell’acquisto di quote in mano ad altri investitori. Ma oltre a Twitter, JpMorgan guarderebbe anche a società come Zynga, attiva nel gaming, e al provider telefonico Skype, e al sito di social commerce Living Social, rivale di Groupon.

Solo poco più di due settimane fa erano circolati rumors che vedevano Twitter nel mirino di Google e Facebook decise a conquistarla, mentre si favoleggiava di una valutazione della società tra gli 8 e 10 miliardi di dollari. Ma Twitter vuole resistere e rimanere indipendente a tutti i costi. Lo aveva detto chiaramente il numero uno Dick Costolo nell’escludere ogni ipotesi di fusione così come era accaduto in passato con le voci di un possibile accordo con Microsoft. Intanto a dicembre la società di venture capital Kleiner Perkins Caufield & Byers, ha investito nel social network 200 milioni di dollari per una valutazione complessiva di 3,7 miliardi. E ora la valutazione di JpMorgan a 4,5 miliardi fa riemergere i timori di una nuova bolla speculativa hi-tech. Resta il fatto che tutto l’universo Internet sembra non conoscere limiti di espansione: nel giro di poco più di un mese la valutazione di Facebook è passata da 50 a 70 miliardi di dollari e Twitter conta oltre 250 milioni di visitatori al mese, con una crescita dell’85 per cento in un anno. Le stime della società di ricerca eMarketer dicono che quest’anno i ricavi saliranno a 150 milioni di dollari, cifra più che triplicata rispetto ai 45 milioni del 2010.

Intanto, la Sec ha avviato indagini sul potenziale conflitto di interessi nel mercato dell’acquisto e delle vendite di azioni in società non quotate come Facebook e Twitter. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che l’inchiesta rientra nell’ambito di quella più ampia con la quale la Sec cerca di chiarire il mercato delle aziende non quotate. La Consob americana teme che chi connette i possessori di azioni in aziende non quotate con i potenziali acquirenti possa dar vita a un conflitto di interesse. La Sec ritiene che i promotori degli scambi di titoli in società private dovrebbero essere registrati.

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