L’ottimismo non è più di casa in Europa e Usa. Complice la crisi economica, i cittadini delle economie industrializzate sono sempre più pessimisti sul futuro. La situazione si ribalta nei paesi a più alto tasso di crescita, ed in particolare nei paesi emergenti del Bric, l’acronimo che sta per Brasile, Russia, India e Cina. Lo sostiene un sondaggio condotto dalla Gallup International pubblicato dalla BBC. Lo studio, intitolato ‘Global Barometer of Hope and Despair’, ha coinvolto 64mila persone sparse in 53 paesi. I ricercatori hanno posto una semplice domanda: il 2011 sarà un anno di prosperità, di crisi o sarà come il 2010? Se si guarda alla pura media matematica si scopre che per il 30 per cento degli intervistati l’anno nuovo sarà un anno di crescita, per il 28 per cento sarà un anno di crisi mentre per il 42 per cento non vi sarà nessun cambiamento. Quando però si analizzando i dati più da vicino si scopre che nel Bric gli ottimisti ammontano al 35 per cento del totale mentre i paesi del G7 toccano a malapena il 17 per cento a fronte di un 36 per cento che si dichiara pessimista. Morale: ”Mentre la ricchezza è ancora concentrata in America ed Europa – si legge nel rapporto – si sta materializzando un trasferimento del potere e della prosperità dall’Occidente all’Oriente”.

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