Vladimir Putin e Silvio Berlusconi

Non sono solo chiacchiere e gossip, come molti auspicavano, a emergere dai documenti di Wikileaks pubblicati in questi giorni da alcuni dei maggiori quotidiani internazionali. E come c’era da aspettarsi una parte da protagonista nelle migliaia di file intercettati è giocato dal nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi, finito nel mirino della diplomazia Usa per i suoi stretti rapporti con il presidente russo Vladimir Putin. Una relazione quella tra Putin-Berlusconi così intensa che l’ambasciatore georgiano riferisce voci al suo collega americano a Roma secondo le quali il premier russo ”avrebbe promesso” al primo ministro italiano ”una percentuale dei profitti per ogni gasdotto costruito da Gazprom, in collaborazione con l’Eni”.

Si tratta di informazioni contenute in un documento ‘segreto’ del gennaio 2009 redatto dall’ambasciatore americano dell’epoca, Ronald Spogli. Accuse dure che Berlusconi respinge con sdegno. ”Io curo soltanto l’interesse degli italiani e del mio paese – afferma il Cavaliere – Gli Stati Uniti hanno chiarissimo che non ho assolutamente nessun interesse con nessun altro Paese e che non ci sono assolutamente interessi personali”.

Sempre sui rapporti Italia-Russa, non mancano indiscrezioni su quella che la personale opnione di Berlusconi nei confrontio dei due leader russi. Vladimir Putin è “il centro del potere in Russia” e Dmitri Medvedev un mero “apprendista” del premier russo: lo aveva sottolinea il Cavaliere, dopo una “lunga e familiare” disquisizione “sulle qualità, a suo modo di vedere, di Putin come leader” nel primo incontro con David H. Thorne, l’ambasciatore americano in Italia nominato da Barack Obama. Ma non finisce qui. Wikileaks promette altre rivelazioni sull’Italia e soprattutto sul presidente del Consiglio. Secondo El Pais, infatti, i documenti riservati in cui compare il nome Berlusconi sarebbero 652.

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