Michelle Obama

Per essere una donna nera che, con orgoglio rivendica le sue origini nella working class americana, Michelle Obama ha superato se stessa. In soli due anni dalla sua “investitura” a First Lady degli Stati Uniti, Michelle è stata incoronata dal mensile americano Forbes “la donna più potente del pianeta”, soppiantando la cancelliera tedesca Angela Merkel. Che deve accontentarsi di una quarta posizione in classifica.  Al secondo posto della lista delle infatti c’è la imprenditrice Irene Rosenfeld della Kraft Foods mentre al terzo siede la conduttrice televisiva Oprah Winfrey. La lista continua con il quarto posto attribuito alla tedesca Angela Merkel (che l’anno scorso guidava la classifica) e al quinto il segretario di Stato americano Hillary Clinton.

Michelle Obama, si legge nel sito del magazine, ha cambiato radicalmente l’aspetto della Casa Bianca, anche letteralmente, diventando la donna più popolare d’America e offrendo al livello mondiale, a una nuova generazione di donne, un nuovo modo di comportarsi. A colpire gli esperti della rivista la tenacia con cui Michelle ha affrontato la sua campagna ‘Let’s move’, una vera battaglia culturale contro l’obesità infantile. A partire dall’orto allestito nei giardini della Casa bianca, Michelle da quando è arrivata a Washington sta proponendo agli americani un radicale miglioramento delle loro abitudini alimentari, spingendo un popolo amante di hamburger e patatine a consumare cibi freschi, dicendo basta a merendine e bevande gassose. E’ divertente notare come al sesto posto troviamo Indra Nooyi, amministratore delegato della PepsiCo, una delle bibite che Michelle vorrebbe far sparire dalla tavola dei ragazzi americani. Secondo la rivista, nel compilare la classifica, s’è tenuto conto di nuovi criteri che hanno premiato ”l’influenza creativa” di queste donne e la loro capacità di intraprendere strade nuove e originali per arrivare al successo.

Nata il 17 gennaio 1964 da Marian e Fraser Robinson a Chicago, Michelle Obama è una donna nera dell’Illinois con le idee chiare: voleva essere considerata alla pari degli altri, con le stesse possibilità, gli stessi diritti, gli stessi doveri delle compagne di scuola bianche. Una all’altezza delle aspettative che suo padre, impiegato presso l’acquedotto di Chicago, aveva per lei e per il fratello Craig, oggi coach di basket in uno dei più importanti college d’America. Michelle è la First Lady più ‘nuova’ che l’America abbia mai avuto.  Lontana dall’immagine offerta da Hillary Clinton, che ”si è fatta da sola” ma che ha sempre rispettato ” gli schemi” che la sua posizione richiedeva. Michelle no. Dall’alto del suo metro e 80 si è sempre mossa al di fuori delle convenzioni. Proprio per questo suo modo d’essere, in campagna elettorale non sono mancati gli errori. Due su tutti: l’aver detto di sentirsi ”per la prima volta orgogliosa di essere americana” e l’aver indossato in alcune occasioni vestiti troppo vistosi. Michelle Obama ha chiesto scusa. E lo ha fatto da vera First Lady. Si è presentata ad un talk show in tv e ha detto: ”sono stata equivocata. La mia stessa storia non sarebbe possibile in nessun altro Paese al mondo”. Parole pronunciate indossando un vestito sobrissimo, bianco e nero, fatto in serie. Quando il giorno dopo l’ America ha saputo che quel vestito costava 125 dollari ed era stato comprato da Wal-Mart (una sorta di Upim), per Michelle e’ stato un successo di immagine senza precedenti. E’ diventata in 24 ore regina di modestia e buon gusto.

Michelle Robinson in Obama ha due lauree, una in sociologia (a Princeton) e l’altra in legge (a Harvard). Scrisse nella prima delle sue due tesi: a Princeton ”mi sono sentita spesso una visitatrice, come se fossi prima una nera, poi una studentessa”. Dopo l’università Michelle trovò lavoro in uno studio legale di Chicago. Qui conobbe Barack Obama. I due si sposano nel ’92. Nel ’98 nasce Malia; tre anni dopo, Natasha. Proprio nel 10/mo compleanno di Malia, il 4 luglio 2008, la famiglia Obama concede l’unica intervista collettiva della campagna. Le poche frasi delle bambine hanno sui media un’eco tale che il giorno dopo Michelle si impone al marito con queste parole:”Mai più. Le bimbe stanno fuori da tutto questo”. Anche l’ambizioso Barack dice sì. Lei in cambio ha accettato di fare campagna in nome e per conto suo, sostituendolo in un paio di comizi il giorno in cui lui ha dovuto lasciare per 24 ore la politica per volare alle Hawaii, al capezzale della nonna Madelyn morente. ”Guai se tu non andassi” gli ha detto Michelle. La Casa Bianca sarà anche importante, ma la nonna è la nonna.

 

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