Ed Miliband, nuovo leader del partito laburista inglese

Dopo una vita passata sulla scia di David, Ed ha fatto il sorpasso. Alla fine è stato il più giovane dei Miliband, il fratello di sinistra, ad assicurarsi la leadership del partito laburista inglese. Un risultato a sorpresa su cui nessuno avrebbe mai scommesso una sterlina: né i media, né i membri del partito, né i bookmaker. Neppure lui. E, invece, Ed, 40 anni appena compiuti, soprannominato ”il Rosso” dal tabloid Sun di Rupert Murdoch alla fine ha battuto tutti. Ma soprattutto ha messo ko suo fratello David, 44 anni, vero favorito nella corsa alla guida del partito. Atterrito di fronte alla vittoria, arrivata per una manciata di voti, pare che la sua prima esclamazione sia stata : «Dio mio, che cosa ho fatto a David?». Era da oltre da tre anni, del resto, che si parlava di David Milband come l´erede di Gordon Brown. Se ne parlava già quando a Downing Street risiedeva Tony Blair.  La vittoria di Ed Miliband ha dunque concluso una battaglia combattuta di fatto tutta in famiglia: gli altri candidati erano senza storia. Una battaglia fraterna, però non fratricida. Subito dopo l’annuncio della vittoria di Ed, David lo ha abbracciato e il ‘maggiore’ ha dato al ‘piccolo’ un buffetto sulla zazzera. Un gesto affettuoso che ha sigillato la gara cominciata cinque mesi fa, poco dopo lo sfratto dei laburisti da Downing Street dopo 13 anni al potere.

Tra trionfanti e delusi l’unica assente, lo scorso sabato a Manchester, è stata mamma Marion Koziak. Secondo fonti Labour la madre di Ed e David ha preferito seguire i risultati da lontano per l’emozione di vedere uno dei due figli sconfitto a causa dell’altro. Nel ‘dramma shakespeariano’ della battaglia tra fratelli ha vinto Ed, il minore. La vedova dello storico marxista Ralph Miliband avrebbe provato rimorso, secondo queste voci, per aver incoraggiato il ‘piccolo’ a correre contro il maggiore. Tutto è cominciato nella casa di Primrose Hill, il quartiere più amato dagli intellettuali inglesi, dove i Miliband hanno a lungo abitato – e Ed e David abitano ancora – in una casa dove la politica si respirava nell’aria e dove i ragazzi venivano coinvolti dai ‘grandi’ per testare nuove idee. Tra gli amici di Ralph e Marion, ebrei del continente sfuggiti al nazismo, c’era Tony Benn, il più radicale degli esponenti in vista del partito: Ed fu suo ‘stagista’. A 17 anni l’iscrizione al partito: ”Mai avrei immaginato che ne sarei diventato il leader”.


Fino a oggi David e Ed avevano avuto vite parallele: il liceo alla vicina Haverstock Comprehensive, considerata la Eton del Labour, poi Oxford nel collegio di eccellenza Corpus Christi dove Ed, studiando Filosofia, Politica e Economia, scoprì di avere la vocazione dell’attivista. La London Schoool of Economics lo prepara al primo lavoro, al ministero del Tesoro sotto l’ala del cancelliere Gordon Brown: Ed era considerato l’unico capace di far fare pace alle diverse tribù del partito quando i rapporti tra browniani e blairiani si erano guastati. Nel 2005, sempre sulle orme di David, Ed si presenta per il parlamento: è ai Comuni da soli tre anni quando Brown lo chiama a fare il ministro per l’Energia e il Cambiamento Climatico. David era capo del Foreign Office: non succedeva dal 1938 che due fratelli sedessero nello stesso governo. Ha sempre detto di aver ”riflettuto a lungo” sull’opportunità di correre alla carica di leader del partito in opposizione al fratello maggiore. Ha annunciato sua candidatura il 15 maggio scorso, tre giorni dopo quella di David. Partito nettamente sfavorito – al principio la battaglia sembrava destinata a incanalarsi nel solco David Miliband contro l’ex ministro dell’istruzione Ed Balls, blariani contro browniani, per l’appunto – Ed ha saputo dar vita a una rimonta straordinaria, che alle primarie lo ha portato alla vittoria.

Ai laburisti, Ed Miliband, ha promesso molte ‘cose di sinistra’, anche se non così a sinistra come sarebbe piaciuto al padre, lo storico del marxismo Ralph Miliband, morto nel 1994 e sepolto nel cimitero di Highgate accanto a Karl Marx, e alla madre Marion, ebrea polacca scappata al nazismo e tuttora attivissima nella militanza Labour. Tra i suoi cavalli di battaglia, l’istituzione permanente dell’aliquota al 50% sul reddito dei super-ricchi nel Regno Unito, uno stipendio minimo di legge, una diversa tassazione sull’università, includere il sistema di difesa nucleare britannico (Trident) nel processo di revisione strategica (il che significa aprire le porte all’idea di una sua abolizione). Miliband Jr, pur essendo un protetto di Brown, è stato il primo a invocare a gran voce la fine della contrapposizione tra ‘browniani’ e ‘blariani’ a favore di etichette nuove. Nel giorno della sua incoronazione, parlando davanti a uno sfondo rosso fiamma, Ed ha detto che il suo compito è di unire il partito dopo la sconfitta elettorale di maggio, di cui Gordon Brown, poco prima dell’annuncio del risultato, si è assunto dal podio ”l’intera responsabilità”.”So che abbiamo perso la fiducia – ha detto Ed – so che abbiamo perso il contatto con la gente. So che dobbiamo cambiare. Oggi una nuova generazione ha assunto il controllo del Labour. Una generazione che capisce il significato della parola cambiamento”. E al suo partito, ma anche alla Gran Bretagna, ha promesso ”una società più prospera, più giusta”, ma anche ”più eguale”. Ed ha teso la mano al fratello:”David ha molto da offrire al paese”. A questo punto bisognerà capire, se il maggiore dei Miliband accetterà per una volta il ruolo di numero due.

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