Nessuna recessione a forma di ‘W’ e quindi nessuna nuova recessione dietro l’angolo per gli Stati Uniti. Parola del il ‘guru’ finanziario Warren Buffett, che rispedisce al mittente le ipotesi di una nuova crisi come un polverone sollevato dai media e che non trova alcun riscontro nei bilanci delle società del suo gruppo.”Sono un grande rialzista su questo Paese”, ha detto ieri Buffett intervenendo ad un convegno nel Montana. ”Non avremo una doppia recessione. Mi aspetto che la nostra economia torni quasi completamente alle condizioni pre-crisi”.

Un’opinione, quella di Buffett, che non è condivisa da Nouriel Roubini, economista di origine turca, tra i primi ad aver previsto la crisi finanziaria del 2007-2008. Pochi giorni fa, in occasione in occasione della giornata di apertura del workshop Ambrosetti, Roubini ha anticipato un rallentamento della crescita economica globale nella seconda parte dell’anno, con paesi chiave come Usa e Giappone ”a rischio recessione”. A livello generale, ha spiegato, ”nella seconda metà del 2010 la crescita sarà più debole della prima metà dell’anno, soprattutto per l’esaurimento degli strascichi del pacchetto di stimoli fiscali che hanno favorito la ripresa”.

Emblematico il caso degli Stati Uniti, dove la stime che prospettavano una crescita del Pil del 2,4 per cento sono state recentemente riviste al ribasso fino all’1,6 per cento e dove ”in realtà la crescita sarà dell’1,2 per cento. Questa – ha osservato l’economista – verrà avvertita come una recessione anche se tecnicamente non lo è, perché si tratta di un rallentamento dei livelli di crescita”. Il problema, ha ammonito Roubini, è che ”poi, al momento dello stallo, si può cadere nel precipizio e tutto questo può portare a una nuova recessione”.

Ecco perchè ”Usa e Giappone presentano i maggiori rischi di recessione”. Solo pochi mesi per verificare chi dei due avrà centrato il pronostico.

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