Un trimestre sotto le stime non basta per frenare la frenare le ambizioni di Intel che, nel mese di agosto,  ha messo le mani sul famoso produttore di antivirus McAfee e, non sazio, ha subito dopo rilevato la divisione wireless di Infineon. Due operazioni concluse in una fase non particolarmente brillante sotto il profilo finanziario per il numero uno al mondo di semiconduttori, che tra uno shopping e l’altro, ha annunciato una revisione al ribasso delle stime sul giro d’affari del terzo trimestre. Una revisione che – a sentire il colosso di Santa Clara – è da attribuirsi alla debolezza della domanda di personal computer nei mercati avanzati, solo in parte bilanciata “da prezzi di vendita più elevati e dalla ”solida” domanda da parte delle aziende”. Per il trimestre in corso, Intel si attende ora ricavi fra i 10,8 e gli 11,2 miliardi di dollari e un margine lordo del 66 per cento a fronte di precedenti stime che indicavano risultati nella forchetta tra 11,2 e i 12 miliardi di dollari e un margine lordo del 67 per cento. Le nuove previsioni, per quanto inferiori alle attese del mercato, non hanno modificato le posizioni del titolo, che nelle settimane precedenti aveva accumulato perdite pari al 30 per cento, per via della battuta d’arresto già rilevata dal mercato delle vendite di computer nei mesi estivi. Giudizi prevalentemente cauti arrivano invece dagli analisti finanziari in merito alle due nuove acquisizioni. Entrambe le operazioni – dicono da più parti gli esperti – si inquadrano all’interno di una strategia portata avanti dall’azienda di allargare il business, oltre i confini più tradizionali in cui si è sempre mossa. In particolare, entrambe acquisizioni sono indirizzate a rafforzare la presenza di Intel nel settore mobile della connettività a internet e quindi nei segmenti di chip per terminali come telefonini ‘intelligenti’ o tablet. Ciò detto, le maggiori banche d’affari restano in attesa di verificare l’implementazione delle nuove attività, mentre all’orizzonte continua a profilarsi lo spettro della debolezza dei pc, settore di sbocco più importante per le vendite della società (l’80 per cento circa dei computer su scala mondiale presentano chip Intel). Solo un mese prima, a luglio, Intel aveva elettrizzato il mercato, comunicando la trimestrale migliore della sua storia. La ripresa della domanda di pc da parte delle aziende Usa aveva riportato una grande euforia sui mercati. Ma la festa, a quanto pare, è già finita.

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