Steve Kaufer, fondatore e ceo di TripAdvisor

da Uomini&Business (luglio 2010)

E’ una comunità virtuale composta da 15 milioni di persone. Tutte accomunate da un’unica grande passione, quella del viaggio. E che hanno messo online 35 milioni di recensioni sui posti di vacanza visitati, a volte esaltando altre criticando hotel, ristoranti e attrazioni turistiche. Il tutto, qualora ce ne fosse bisogno, documentato con scatti fotografici amatoriali (ce ne sono 2 milioni). Questo è il biglietto da visita di TripAdvisor, la più grande community di viaggiatori al mondo. Che cha fatto del web 2.0 una fonte di business, ben prima che il termine web 2.0 venisse coniato. La nascita di questo sito, oggi visitato da 34 milioni di utenti al mese, si deve al fiuto di un informatico americano di nome Steve Kaufer. Quarantasette ani, una laurea ad Harvard e una precedente carriera ai vertici di due software house, Kaufer racconta così gi esordi della sua avventura imprenditoriale: «Era il 1999, stavo organizzando una vacanza in Messico. Cercavo qualcosa simile a quello che è oggi TripAdvisor. Uno strumento in grado di aiutarmi a pianificare il viaggio», spiega il fondatore e attuale numero ceo della società. «Ma sul Web non c’era nessuna traccia di quello che volevo. Fu allora che mi venne in mente, insieme a tre amici, di occupare uno spazio del Web fino ad allora non coperto da nessuno».

La nascita di TripAdvisor è datata febbraio 2000. Un anno dopo va online la prima recensione. Da quel momento la crescita è stata inarrestabile. Di quella che era la società dieci anni fa sono rimasti inalterati solo missione (semplificare la vita ai viaggiatori) e timoniere (Kaufer, appunto). La struttura invece è diventata molto più complessa. Così come diversa è la proprietà.

Nel 2004, i tre fondatori di TripAdvisor decisero infatti di vendere per 200 milioni di dollari la loro creatura a Expedia, la più grande agenzia di viaggi online. Il cambio di proprietà non ha modificato, come anticipavamo, la direzione delle attività, sempre rimasta nelle mani di Steve Kaufer. Ma grazie ai fondi di Expedia, inizia una campagna acquisti, che ha di fatto trasformato quello che in origine era un semplice sito di recensioni di viaggi, pensato per il pubblico americano, in un vero e proprio network di siti di tra loro collegati,  in cui è possibile visionare recensioni ed eventualmente acquistare il pacchetto sui siti partner. In pratica, quello che oggi va sotto il nome di TripAdvisor Media Network comprende oltre a tredici versioni di TripAdvisor, una per ogni paese in cui è stato tradotto (compreso l’italiano), quindici siti di Internet booking (di proprietà del gruppo).

Al di là della grande popolarità del network, che nel complesso totalizza 46 milioni di page views al mese, quello che colpisce del progetto messo a punto di Kaufer è la forte crescita in termini economici messa a segno dalla società. Una mosca bianca nel mondo del web 2.0 , se si considera che social network ben più popolari fanno fatica a registrare bilanci in utile. Nel 2009, la società ha chiuso l’esercizio fiscale con un giro d’affari di 353 milioni di dollari, il 18 per cento in più rispetto all’anno precedente a fronte di utili per 196 milioni di dollari. E le previsioni per quest’anno sono una ulteriore crescita a doppia cifra. Uno studio recente dell’agenzia di rating americana Standard&Poor’s attribuisce a TripAdvisor un valore di mercato all’incirca di 2 miliardi di dollari, quasi un terzo della capitalizzazione di Borsa di Expedia, quotata sul listino del Nasdaq).

A rimpolpare i bilanci di TripAdvisor, oltre alla pubblicità (banner di strutture turistiche), ci pensa la cosiddetta piattaforma cost per click. In pratica, quando un utente accede al sito di una struttura partner, la community incassa da quest’ultima una fee che va dai 15 centesimi a un dollaro, a seconda dei contratti, indipendentemente dal fatto che venga o meno acquisito il pacchetto. A queste due forme di entrate, se ne aggiunta di recente un’altra, quella dei cosiddetti profili professionali: abbonamenti annuali attraverso i quali strutture alberghiere inseriscono sul sito indirizzo Internet, numero di telefono e e-mail.

Una situazione idilliaca quella di TripAdvisor, se non fosse per le critiche feroci che spesso ha dovuto subire sulla veridicità delle recensioni. Una critica da cui Kaufer si è sempre sottratto, dicendo che, all’interno del gruppo, esiste un sistema di verifica degli articoli pubblicati.

Ma come ridurre al minimo i margini di errore, se non affidandosi ai consigli della propria cerchia di amici? Con questa filosofia in mente, il sito ha lanciato lo scorso giugno una nuova applicazione studiata appositamente per Facebook: si chiama “Trip Friends”e consentirà ai viaggiatori di ricevere consigli di viaggio direttamente dai loro amici. In pratica, durante la ricerca di destinazioni, hotel, attrazioni turistiche o ristoranti su TripAdvisor, gli utenti già registrati su Facebook potranno vedere la lista dei loro amici che hanno già visitato la destinazione di loro interesse, identificata da «Le città che ho visitato» («Cities I’ve Visited»), la prima applicazione targata TripAdivos sbarcata nel 2007 sul sito del più popolare dei social network e che oggi conta circa cinque milioni di utenti. Con questa nuova funzionalità, il gruppo raggiunge così una nuova tappa nell’evoluzione della sua filosofia di viaggio, sempre più orientata a personalizzare i consigli secondo il motto «dalla saggezza del popolo dei viaggiatori alla saggezza degli amici più fidati». Viaggiatore avvisato, mezzo salvato.

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