Il premier tedesco Angela Merkel con il direttore generale Peugeot Jean Marc Gales

da Uomini & Business (luglio 2010)

Guadagnare entro il 2015 tre posti nella classifica mondiale per arrivare a piazzarsi in settima posizione nella graduatoria dei costruttori di auto. Una sfida ambiziosa quella lanciata dal gruppo PSA Peugeot Citroen, già numero due per le vendite in Europa e quotato alla Borsa di Parigi. Tanto più significativa perché cade nell’anno del duecentesimo compleanno del gruppo Peugeot. Certo, il momento congiunturale non è dei più felici: il 2009, a causa della recessione dei consumi, si è rivelato un anno nero per il comparto automobilistico. E nulla di buono si intravede per il 2010 quando, stando alle previsioni degli economisti, la caduta delle vendite dovrebbe essere ancora più marcata. Ma per il gruppo francese le sfide non solo non hanno mai rappresentato un ostacolo. Al contrario, si sono sempre rivelate il vero motore per la crescita. Per raggiungere il traguardo, i vertici di PSA Peugeot Citroen hanno già dispiegato un piano d’azione. «Il raggiungimento di questi obiettivi – ha dichiarato il direttore generale Jean Marc Gales – passa attraverso una nuova strategia di prodotto, nuove linee di stile, nuove offerte di mobilità ed una nuova identità visiva. Vogliamo fare di Peugeot un punto di riferimento nello stile e far diventare il marchio leader nei servizi di mobilità». Dichiarazioni che ai più critici potrebbero suonare come il solito refrain. A guardar bene però il programma per il biennio in corso, sembra proprio che la società sia nel pieno di una svolta storica. E che le forze siano tutte concentrate per salire più in alto nella classifica dei big dell’auto. Come? Intanto con una raffica di nuovi modelli. Tra il 2010 e il 2012, Peugeot ha anticipato la presentazione di 14 vetture, con una spiccata attenzione verso le nuove tecnologie.

La strada sarebbe sicuramente stata più facile se al gruppo fosse riuscito l’accordo con la giapponese Mitsubishi. Negli scorsi mesi i due gruppi avevano avviato trattative serrate per stringere un matrimonio nippo-francese, sullo stile di quello concluso dieci anni fa tra Nissan e Renault. Ma l’accordo, almeno quello di scambio azionario, si è arenato lo scorso marzo, lasciando tuttavia aperta la porta ad una collaborazione strategica nell’auto elettrica, terreno su cui entrambe le società sono in prima fila. Su questo fronte Peugeot ha un modello pronto a sbarcare entro fine anno: si chiama iOn è al 100 per cento elettrica e dotata di batterie agli ioni di litio ricaricabili in sei ore. Costo di utilizzo: meno di 1,50 euro per 100 chilometri. A dire la verità, quello dell’auto elettrica per Peugeot non è un terreno nuovo: nel 1941, la società fu la prima a sviluppare il VLV, un veicolo leggero che circolò in varie centinaia di esemplari nelle strade di Parigi. L’interesse per le energie alternative è sempre stato in capo alle priorità dell’azienda: fin dal 1995 con la prima 106 elettrica, quindi nel 1998 con motori diesel HDi capaci di una riduzione di Co2 del 20 per cento, fino al filtro attivo antiparticolato del 2000. Per il biennio 2010 e 2011 sono ora previsti una serie di veicoli a basso tasso di emissioni di Co2 tra cui la 3008 Hybrid4: il primo veicolo ibrido diesel equipaggiato con un motore HDi per muovere le ruote anteriori ed un motore elettrico per le altre ruote. I progetti dei francesi prevedono anche «l’invasione di campo» nei modelli volumetrici, la creazione di prodotti «fuori serie» e lo sviluppo di una gamma per i mercati internazionali. Molto si punterà anche sulla piccola BB1: 2,5 metri, 4 posti, 100 per cento elettrica. Insomma, ci troviamo di fronte a una nuova Peugeot, un cambiamento che il gruppo francese ha voluto rimarcare presentando di recente il suo nuovo marchio: Peugeot, Motion&Emotion. Fra le altre novità, che cadono nell’anno del 200esimo anniversario, c’è poi il nuovo “Mu by Peugeot”, un servizio innovativo di noleggio su richiesta che permette a chiunque, anche non possessore di Peugeot, di accedere ad un menu di servizi di mobilità attraverso una carta prepagata e ricaricabile su un sito internet dedicato. Peugeot sembra dunque ben equipaggiata per partire alla conquista di nuove fette di mercato. Il 2009, pur nelle forti difficoltà congiunturali, ha rappresentato un anno positivo per il gruppo d’Oltralpe: a fronte di un calo mondiale delle vendite del 3,5 per cento, PSA Peugeot Citroen ha mostrato una migliore tenuta (-2,2 per cento, 3,2 milioni di veicoli venduti), riuscendo così a far salire la quota mondiale del gruppo dal 5 al 5,1 per cento. La sfida per il gruppo si presenta ancora più impegnativa se si pensa che il 2010 sarà ancora un anno nero per le quattro ruote. Secondo un rapporto di Standard and Poor’s sul settore dell’auto, a livello mondiale quest’anno sarà per le vendite il peggiore da decenni. L’industria automobilistica, secondo gli analisti dell’agenzia di rating, non ha ancora toccato il fondo della crisi e gli aiuti messi in campo dai Governi possono supportare le aziende ad affrontare la crisi nel breve periodo, ma rischiano, nel medio termine, di rallentare il processo di razionalizzazione e riduzione della sovrapproduzione, necessari per il riposizionamento delle aziende. Secondo gli analisti, gli unici mercati che mostrano segnali di ripresa sono quelli emergenti, in particolare Corea, Brasile, Russia, Cina e India. Uno scenario che non è certo sfuggito alla casa automobilistica francese, che ha annunciato nei prossimi cinque anni un investimento di circa 1 miliardo di euro nella fabbrica di Vigo, nel Sud Est della Spagna, stabilimento dove verranno prodotte autovetture destinate ai mercati emergenti. Con il mercato europeo che, secondo le stime del gruppo, crescerà nel prossimo decennio al ritmo dell’1-2 per cento, l’Asia insieme ai veicoli puliti sono le due parole d’ordine per l’avanzata su scala  mondiale di Peugeot.

1810 – 2010: dal mulino all’auto elettrica

Duecento anni sono passati da quando Jean Pierre II e Jean Fréderic, rampolli di una famiglia che nella Franca Contea possedeva mulini e filande, decisero di trasformare un mulino in un’officina di produzione di lamine e attrezzi. Era l’inizio dell’era industriale in Francia, e i due Peugeot iniziarono a produrre tutto ciò di cui quei contadini avevano bisogno. Prima la fonderia, poi l’acciaieria e la lavorazione del legno, fu così che i macinatori di grano divennero produttori di seghe, lame, attrezzi, utensili, macinacaffè, corsetti per sostenere le voluminose gonne a pallone che la moda parigina aveva imposto. Per vedere la prima macchina bisognerà però aspettare la fine del secolo, quando Armand Peugeot si convinse che il futuro era nella locomozione. Iniziò a produrre tricicli, poi biciclette, moto e, alle soglie del nuovo secolo, nel 1896, automobili. Fu un successo travolgente, che riunì di nuovo la famiglia in una realtà produttiva unica, che da allora in poi vedrà sempre i Peugeot alla guida di quella che è la più antica famiglia di produttori di automobili. La storia automobilistica è nota grazie alla grande popolarità e al successo che le automobili del leone hanno sempre riscosso. Dalla piccola Bèbè progettata nel 1913 da Ettore Bugatti, alla 201 che inaugura le sigle «a tre cifre con lo zero al centro», passando per la 403 del ’55, nata della collaborazione con Pininfarina, per arrivare allo strepitoso successo della 205, sino alla gamma attuale, destinata ad essere rivoluzionata da una valanga di novità da qui al 2015.

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