da Affari&Finanza (lunedì 5 luglio)

Piaggio rivolge lo sguardo sempre più verso i mercati emergenti. Asia prima di tutto, ma presto potrebbe essere la volta dell’America Latina. Dopo l’annuncio recente del lancio della Vespa in India, il gruppo motociclistico italiano (tra i marchi Vespa, Aprilia, Moto Guzzi…) ora prende di mira il Brasile. “La società potrebbe essere interessata a creare un impianto di produzione e assemblaggio nella zona di Manaus, dove l’industria motociclistica beneficia di una regime fiscale particolarmente vantaggioso”, dicono gli analisti di Banca Akros, a margine dell’incontro bilaterale, tenutosi la scorsa settimana a San Paolo, tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. I due leader hanno posto le basi a più strette collaborazioni (per ora affari da almeno 10 miliardi di euro) su difesa, infrastrutture, trasporti, energia, agroindustria. E nella squadra delle aziende italiane che potrebbero prendere parte agli accordi economici, Piaggio è in pole position. “Oggi la società è focalizzata soprattutto su India, Vietnam e Cina. Nonostante questo, crediamo che il gruppo di Pontedera possa mettere un piede anche in America Latina”, si legge in un nota, in cui viene confermato sul titolo il rating “accumulate” con prezzo obiettivo a 2,70 euro. Che nei piani di sviluppo di Piaggio ci sia sempre più spazio per i mercati emergenti non è un fatto difficile da spiegare. E’ sufficiente dare uno sguardo ai conti dei primi cinque mesi del 2010 per avere un’idea di quale sia al momento il trend mondiale del mercato delle due ruote. Tra gennaio e maggio, il gruppo ha registrato un fatturato pari a 654 milioni di euro, in crescita del 5,8 per cento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Nell’area EMEA (Europa, Medioriente e Africa) il fatturato è stato di 444 milioni, in flessione del 4,9 per cento, mentre l’Asia ha fatto da motore della ripresa con una crescita del 74,2 per cento a 200 milioni di euro. Risultati che gli analisti di Banca Imi considerano in linea con le loro stime sui ricavi 2010 (1,57 miliardi euro, + 5,8 per cento sul 2009). Gli esperti giudicano in maniera positiva il progetto della “Vespa indiana” (30 milioni di euro di investimento fra il 2010 e il 2011 con l’obiettivo di raggiungere nel 2015 un fatturato da 70 milioni di euro) e non escludono che, così come è avvenuto con l’analogo progetto in Vietnam, l’azienda possa battere gli obiettivi iniziali. Rating e target price sono fissati rispettivamente a “buy” e a 2,66 euro.

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