da Uomini&Business (maggio 2010)

«Sono un visionario pragmatico. Ho lo stesso sogno da quando ero bambino, quello di vedere l’etichetta con il mio nome attaccato sui vestiti. E ho sempre lavorato perché questo sogno si realizzasse». A parlare è Antonio Croce Screpis, quarantacinquenne di Cattolica, con un’esperienza ventennale da modellista e un presente recente da imprenditore della moda. La sua prima collezione, a marchio Antonio Croce (il suo nome di battesimo), sarà in vendita dal prossimo autunno presso selezionate boutique multimarca. Ma un primo assaggio di questo nuovo brand che ha, nei capi-spalla ed in particolare nei trench, il suo fiore all’occhiello, è già nei negozi da questa primavera con quella che Screpis definisce la «collezione test», ossia «un primo esperimento per testare la reazione del mercato alle mie creazioni», racconta Antonio Screpis. «E il risultato ha superato le nostre migliori aspettative».

Screpis è solo in apparenza una new entry nel settore della moda. La decisione di scendere in campo con il proprio marchio è l’ultimo passo di una lunga carriera da modellista a servizio di alcune tra le più celebri maison italiane ed estere.

Di lui si può dire tutto, tranne che sia uno alle prime armi. La passione per la moda arriva presto. In pratica se la ritrova in casa. «I miei genitori avevano un piccolo laboratorio di abbigliamento. È lì che a quattordici anni ho imparato a cucire». All’inizio la strada non è però tutta in discesa. Deve lavorare di giorno come tornitore meccanico per pagarsi gli studi serali. Siamo negli anni Ottanta e con un diploma di modellista in tasca, Antonio Screpis viene assunto presso la Fuzzi, storica azienda riminese di maglieria e prêt à porter di lusso che produce per alcuni tra i più grandi marchi della moda. Per Antonio, Fuzzi rappresenta la sua vera grande scuola. È qui che apprenderà i segreti del mestiere, lavorando per alcuni tra i più celebri nomi della moda: da Alberta Ferretti a Gianfranco Ferrè, passando per Versace, Hermes, Jean Paul Gautier.

L’esperienza presso la società riminese finisce dopo circa 9 anni per incompatibilità con il management. «Quello che inizialmente sembrava un evento negativo, alla fine è stata la mia fortuna. Fu allora che decisi di mettermi in proprio».

Dopo qualche anno come consulente a Milano, per Antonio arriva la svolta. «Sostenuto da un investimento iniziale da un mio cliente, Calvin Klein, decisi di tornare a Cattolica e aprire la mia società. É il gennaio del 2000 quando viene fondata Aesse Projects. L’azienda, che tra i suoi clienti vanta Burberry, Calvin Klein, Donna Karan, Hugo Boss, Brooksfield, nasce con una missione precisa, quella di offrire un servizio qualificato al mondo della moda. Un servizio che inizia dallo studio dello schizzo, passa attraverso la realizzazione del prototipo, la successiva messa a punto del campionario, per arrivare alla produzione. Se la progettazione viene eseguita all’interno, per le fasi successive Screpis si avvale della collaborazione di laboratori selezionati in Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Umbria e Puglia. «La qualità è un obiettivo irrinunciabile, che garantiamo attraverso un controllo costante di tutte le fasi di lavorazione», ci spiega Screpis, che aggiunge: «Per assicurare al committente un servizio non solo completo, ma anche responsabile ed altamente qualificato, ad ogni articolo applichiamo un’etichetta con l’indicazione del fornitore che ha realizzato la confezione (Manifacturer Identification)».

Produrre capi finiti di alta qualità nei tagli e nelle cuciture è dunque il primo obiettivo della società; il secondo è quello di arrivare sul mercato con un rapporto qualità/prezzo il più corretto possibile.

Seguendo la stessa filosofia adottata per i suoi clienti, nel 2002 Screpis decide di registrare il proprio marchio: «All’inizio producevo abiti di sartoria per clienti privati. Poi, lo scorso anno l’idea di dar vita ad una vera collezione». Una decisione coraggiosa, tanto più che arriva in un momento difficile per le vendite della moda. «La mia idea è quella di propormi al mercato in modo nuovo in un periodo di crisi, creando un prodotto completamente made in Italy, caratterizzato da una forte vestibilità e con un prezzo adeguato», replica l’imprenditore.

Costruiti da Screpis, tutti i capi Antonio Croce sono caratterizzati da uno stile rigoroso e contemporaneo, dove forme e volumi si ispirano al triangolo, figura geometrica che si trasforma così nel leit motiv di una nuova impuntura brevettata in fodere personalizzate. A fianco delle due collezioni centrali, la società realizza una collezione permanente costituita da 20 capi (10 per la donna e 10 per l’uomo), vale a dire i pezzi più classici della produzione che vengono riassortiti in tempo reale.

Ma il sogno di questo ambizioso romagnolo è solo all’inizio. I progetti in cantiere sono molti. Dopo aver inaugurato a inizio anno il suo primo showroom nel quadrilatero della moda milanese, in Via Montenapoleone, il prossimo obiettivo è aprirne uno a New York. Sempre sul mercato americano, nel 2011 è prevista l’apertura del primo negozio monomarca. Nell’attesa, i capi sono distribuiti in selezionate boutique in Italia, Russia, Grecia, Belgio, Olanda, Giappone.

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