da Uomini&Business (gennaio 2009)

La nuova First Lady della Silicon Valley si chiama Carol Bartz. Sessant’anni, originaria del Minnesota, questa signora dall’aspetto docile ma dal carattere di ferro, da poco più di due mesi occupa la poltrona più alta di Yahoo!, quella di amministratore delegato.

Chiamata a sostituire il contestatissimo Jerry Yang, co-fondatore dell’azienda e nell’ultimo anno e mezzo numero uno del gruppo, Carol Bartz prende le redini del secondo motore di ricerca più cliccato al mondo (dopo Google) in un momento di forte crisi per la società. La signora Bartz non aveva neppure messo piede nell’azienda che aveva portato a casa un primo successo, quello di aver alzato la risicata quota rosa dei capitani d’impresa della Silicon Valley. Riuscirà – si chiedono gli analisti – ad oscurare la popolarità di Carly Fiorina (Hp), Meg Whitman (eBay), Pat Russo (Lucent) e delle altre lady di ferro della new economy?

I primi ad augurarselo sono ovviamente gli azionisti di Yahoo!, che l’hanno messa a capo del gruppo con la speranza che le sue riconosciute qualità di manager possano rimettere in funzione gli ingranaggi inceppati della macchina di Seattle. Bilanci in rosso, titolo che vale un terzo rispetto al 2006, perdita di competitività nella ricerca online sono solo alcuni dei problemi a cui il nuovo amministratore delegato dovrà trovare (anche in fretta) una soluzione.  Il compito già di per sé arduo è aggravato dalle pessime condizioni di mercato in cui dovrà essere attuato il rilancio.

La Bartz insomma dovrà superare tutti questi ostacoli, potenziando i residui punti di forza del gruppo, come i servizi di posta elettronica:  Yahoo Mail tuttora detiene quasi la metà della sua nicchia di mercato. Ma anche qui bisognerà fare in fretta perché i competitor, a partire da Gmail di Google, sono più che mai scatenati in questo momento difficile per tutti.

Ma i riflettori del mercato sono puntati soprattutto sull’affaire Microsoft, una vera telenovela andata avanti per tutto il 2008. Per Yahoo!, lo scorso anno è trascorso infatti all’insegna del tira e molla con il gigante del software, che aveva avanzato un’offerta da 33 dollari per azione quando i titoli quotavano a 15 dollari. Un braccio di ferro che aveva portato all’apertura di un fronte di rivolta contro i vertici, concluso con le dimissioni, lo scorso novembre, di Jerry Yang. Ora, con l’arrivo del nuovo a.d. le speranze si sono riaccese. Già nei primi giorni di insediamento, i quotidiani economici americani riportavano di incontri informali della Bartz con Steve Ballmer, amministratore delegato della Microsoft, lasciando intravedere una nuova apertura nelle trattative.

Ma, anche su questo fronte, le incognite su un possibile accordo sono numerose, a partire dall’offerta economica. Oggi i 44 miliardi di dollari con cui Microsoft si era presentata alle porte del quartier generale di Sunnyvale sono solo un lontano ricordo. Con il crollo delle Borse, le azioni di Yahoo! sono scese dai 33 dollari previsti da Ballmer agli 11-12 di oggi.

Insomma, la signora Bartz ha di fronte una bella sfida. Avrà le competenze per affrontarla? Se qualcuno avanza qualche dubbio citando la sua età («troppo vecchia per guidare una società Internet nell’era del Web 2.0») e la sua poca confidenza con società Internet, i suoi sostenitori (e sono tanti) ricordano i numerosi successi imprenditoriali che hanno costellato la lunga carriera nel settore hi-tech.

Fino ad oggi relativamente poco nota alle cronache finanziarie, Carol Bartz è una veterana della Silicon Valley. Una a cui non fa certo difetto l’esperienza. Motivo principale per cui la scelta degli azionisti di Yahoo! è ricaduta su di lei.

Prima di essere chiamata alla guida di Yahoo! (sembra che sia stata l’unica candidata), il nuovo numero uno di Yahoo! ha passato quattordici anni alla guida di Autodesk, società leader nella produzione di software per architetti e ingegneri. Qui, più che in altre sedi, la signora Bartz ha dato prova delle sue impareggiabili qualità di manager: sotto la sua direzione il fatturato della società è passato da poco meno di 300 milioni a oltre 1,5 miliardi di dollari con il titolo che ha decuplicato il suo valore. Oltre a guidare Yahoo!, Bartz siede nel board di Cisco, nel consiglio di amministrazione di Intel e fino a pochi mesi fa era anche nella Commissione per le scienze e le tecnologie del presidente George W. Bush.

Un curriculum lungo, ma che forse non dice abbastanza della grinta di questa donna, che ha affrontato le sfide private come quelle professionali con la stessa tenacia e forza di volontà.

Nata nel 1948, Carol Bartz perde sua madre quando è ancora molto piccola. Cresciuta da sua nonna in una piccola cittadina del Winsconsin, per mantenersi agli studi comincia a lavorare presto come cameriera in un bar.

Con la laurea di informatica in tasca, Carol muove i primi passi nel mondo del lavoro alla 3M. Qui dà una prima prova della sua determinazione. Dopo che gli era stato rifiutato un trasferimento nella sede centrale della multinazionale con la motivazione «Non è un lavoro adatto ad una donna» Bartz si licenzia. E’ allora che ha inizio la sua carriera nel mondo dell’informatica che, qualche anno dopo, la vedrà approdare alla Autodesk.

Qui il destino le mette di fronte la prova più grande. Pochi giorni dopo aver iniziato il nuovo lavoro, le viene diagnosticato un tumore al seno. Allora poco più che quarantenne mostrerà in quell’occasione forse più che in altre la sua enorme forza di volontà. La chemioterapia non riesce a tenerla lontana dal lavoro. E alla fine riesce in un’impresa che pochi sarebbero stati in grado di compiere: vincere con successo la lotta contro il cancro, portando allo stesso tempo Autodesk nell’Olimpo delle software house.

Resistenza e lungimiranza non sono mai mancate alla signora Bartz che, con la nomina ad amministratore delegato di Yahoo!, dovrà dare nuovamente prova del suo talento. A una condizione, che non le si metta fretta. A differenza del suo predecessore, Jerry Yang, che aveva dichiarato la volontà di prendere decisioni strategiche nei primi cento giorni del suo mandato, la nuova First Lady della Silicon Valley non ha fornito nessuna indicazione sui tempi e sui programmi futuri. Questo tuttavia non le ha impedito di prendere le sue prime decisioni in materia di contenimento delle spese. Dopo che lo scorso ottobre il gruppo si era messo a dieta forzata, annunciando il ridimensionamento del 10 per cento del personale, come primo provvedimento la Bartz ha congelato ogni aumento di stipendio.

I conti dell’ultima trimestrale, d’altronde, non le lasciavano molti margini di manovra. Gli ultimi tre mesi del 2008 sono stati archiviati con perdite pari a 303,4 milioni di dollari a fronte di un utile netto di 205,7 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente. Il fatturato si è contratto del 2 per cento a 1,38 miliardi di dollari, una cifra superiore alla attese del mercato. La partita si fa difficile, ma Carol Bartz è un osso duro e c’è da scommettere che anche questa volta non si farà intimorire dalla sfida.

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