da Uomini&Business (novembre 2008)

Alcune delle sue lampade sono simboli indiscussi del design italiano della luce. Si pensi per esempio all’Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, ideata e prodotta nel 1962, anno della fondazione dell’azienda, e ancora oggi la più venduta del suo catalogo. Ma Flos, leader in Italia nel settore dell’illuminazione, non è solo questo. A fianco dell’illuminazione decorativa – quella rivolta al mondo privato delle abitazioni e per il cui successo è stato fondamentale il contributo dei nomi più altisonanti del design contemporaneo (Philippe Starck, Jasper Morrison, Antonio Citterio e Konstantin Grcic per citarne qualcuno) – negli ultimi anni la società ha visto crescere in maniera esponenziale il segmento architetturale, ossia l’illuminazione che riguarda spazi più ampi, dai musei ai negozi passando per gli alberghi e le grandi catene di distribuzione.

Tanto per avere un’idea, i nuovi 500 punti vendita che Zara aprirà il prossimo anno, i nuovi negozi di Louis Vuitton così come è successo per i nuovi magazzini Harrod’s, gli showroom di Geox, Dolce&Gabbana, Trussardi e l’aeroporto di Heathrow,  saranno illuminati da Flos.

Su questo fronte l’azienda continua a fare il pieno di commesse e non stupisce che l’anno scorso il segmento avesse già raggiunto il 40 per cento del fatturato complessivo. E pensare che si tratta di un business relativamente giovane. Fin dagli anni ’90 Flos aveva un catalogo Architectural, ma ritenuto marginale rispetto al resto dell’attività. Decisivo al fine di valorizzare anche questo segmento dell’illuminazione, è stato l’incontro con Antares, azienda spagnola di Valencia specializzata nell’illuminotecnica nel cui azionariato Flos è entrata nel 2005 e di cui oggi detiene il 75 per cento del capitale.

Quello tra Flos e Antares (che dal prossimo anno assumerà la denominazione di Flos Architectural) è senza dubbio un esempio di matrimonio ben riuscito. Le sinergie tra il know how tecnico di Antares e la consolidata esperienza nel design della società guidata da Piero Gandini hanno nel giro di pochi anni portato alla costituzione di una società che nel contract del lusso cresce al ritmo del 30 per cento annuo. E nei progetti della società l’obiettivo è di mantenere questo ritmo.

E’ anche grazie al contributo di Antares se negli ultimi tre anni Flos ha visto il fatturato crescere al ritmo medio del 15 per cento annuo fino a raggiungere nel 2007 la quota di 118 milioni. Una cifra che ha spinto l’azienda bresciana a superare – anche se per una manciata di milioni – la concorrente Artemide, piazzandosi così al primo posto nel settore italiano della luce.

La forte espansione di questi ultimi anni ha finito con alimentare nuovi traguardi ancora più aggressivi. «Una parte dei nostri investimenti – ci spiega Marco Piscitelli, direttore commerciale e marketing da qualche mese approdato nella società dopo una lunga esperienza in Bisazza – sono volti a rendere sempre più unite queste nostre due vocazioni. Stiamo lavorando per diventare fornitori di soluzioni integrate nell’ambito residenziale. Si tratta in pratica di trasportare le conoscenze sviluppate nell’ambito architetturale in quello delle abitazioni in modo da rendere più accogliente la luce della casa».

In questa direzione risulta dunque sempre più centrale il rapporto con gli architetti e interior design. Per rendere sempre più saldo il rapporto con gli addetti ai lavori, lo scorso anno il gruppo ha inaugurato a Milano «Il Professional Space», una sorta di laboratorio-showroom progettato da Jasper Morrison dove è possibile sperimentare dal vivo le performance illuminotecniche di lampade e faretti.

Ma i progetti di Flos non si fermano qui. Oltre all’integrazione delle due anime italo-spagnole, il gruppo è impegnato a rafforzare sempre più il marchio. «Il punto – continua Piscitelli – è che molta gente riconosce le nostre lampade ma spesso non sa che dietro c’è Flos. Per superare il problema in questo ultimo anno abbiamo investito nella comunicazione a trecentosessanta gradi. Non solo pubblicità, quindi, ma anche eventi. Gli investimenti per il marketing rappresentano il 3 per cento del fatturato del gruppo. Un livello pari a quello della ricerca e sviluppo».

Come spesso accade, il futuro dell’azienda ha radici nel suo passato. La storia di Flos si intreccia a doppio filo con quella dell’illuminazione degli arredi moderni. La società viene fondata nel 1962 a Merano da Dino Gavina e Cesare Cassina. Sono anni di grande fermento: il gruppo produce lampade rivoluzionarie come Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni e introduce per la prima volta nel settore illuminazione l’uso del “cocoon”, materiale plastico utilizzato fino ad allora come imballo delle merci nei trasferimenti transoceanici dall’America.

Nel 1964 con l’ingresso di Sergio Gandini nella società – prima in qualità di consigliere e in seguito di amministratore delegato – Flos si trasferisce vicino a Bovezzo (Brescia). Nel 1999 le redini passano da Sergio a Piero Gandini, oggi presidente e amministratore del gruppo (la famiglia possiede il 55 per cento del capitale, il resto è di proprietà dei Cassina). La produzione è completamente esternalizzata. Il gruppo, che attualmente conta 350 dipendenti, si avvale del supporto di numerosi fornitori, mentre il progetto e l’assemblaggio di una parte delle lampade avviene a Bovezzo.

Dopo aver raggiunto nel 2007 un fatturato di 118 milioni di euro, il gruppo stima quest’anno di arrivare a un giro d’affari di 130 milioni. L’anno scorso Flos ha migliorato anche la redditività con un utile netto consolidato salito a 12,4 milioni (8,6 milioni nel 2006) a fronte di un margine operativo lordo di 22,9 milioni (18, 4 milioni nel 2006). Mercato principale di Flos resta l’Italia, seguita da Scandinavia, Germania e Stati Uniti.

Nei piani dell’azienda resta poi centrale quella di proseguire l’espansione all’estero attraverso una sempre più fitta rete di distribuzione e agenti. Alle nove filiali già esistenti, questo mese si è aggiunta la nuova consociata cinese e presto sarà la volta di Russia, Emirati Arabi e India. «Quello che ci sta a cuore – aggiunge il manager di Flos – è avere una presenza capillare dei nostri uomini nei mercati esteri con l’obiettivo di fornire un supporto e assistenza ai nostri clienti». Previsioni sui nuovi mercati? «Se pensa che, con l’eccezione degli Stati Uniti, stiamo crescendo a due cifre su tutti i mercati maturi, non possiamo che guardare al futuro con ottimismo».

Annunci