da Uomini&Business (settembre 2008)

E’ una sorta di Jeff Bezos in versione italiana. A differenza del manager statunitense fondatore di Amazon, che si è ritagliato un posto nella storia dell’e-commerce vendendo libri, lui la sua fortuna l’ha fatta creando una boutique virtuale di vestititi e scarpe griffate a prezzi scontati. Moda e commercio elettronico sono dunque il binomio felice di Federico Marchetti, 39 anni, imprenditore di Ravenna, che nel 2000 fondò Yoox, sito pioniere in Italia nella vendita online di abbigliamento firmato e che oggi domina incontrastato nel settore.

«L’idea di Yoox prende forma a Natale del 1999. Ero appena arrivato da New York dove avevo conseguito l’Mba alla Columbia Business School. Prima avevo lavorato alla Lehman Brothers come esperto di beni di lusso e alla Bain & Co. dove mi occupavo di consulenza strategica. Il fenomeno Internet stava montando e ho pensato di sfruttare le opportunità che offriva la Grande Rete», racconta l’imprenditore ricordando gli esordi.

A otto anni dalla fondazione del gruppo, l’idea di vendere sul Web “gli avanzi” delle collezioni delle principali maison della moda, appare geniale. Forse non tutti la consideravano allo stesso modo ai suoi esordi. Il Web non fa parte del Dna della moda made in Italy. Ma i tempi cambiano. E, nonostante le persistenti reticenze, l’ e-commerce sta diventando un canale sempre più battuto dalle società del lusso per distribuire le loro produzioni.

A questo proposito, una recente ricerca di condotta congiuntamente da Shop.org e la società di ricerche Forrester Research dal titolo The state of retailing online mostra che l’abbigliamento è la categoria merceologica a più alto tasso di crescita nel commercio elettronico mondiale. In tale ambito gli Stati Uniti sono stati i precursori e presentano oggi un mercato strutturato e maturo, ma si è registrata in questi ultimi anni una forte crescita anche in Europa e in Italia. Un trend confermato dall’inchiesta curata dall’Osservatorio B2C della School of Management Politecnico di Milano/Netcomm (2007) in cui si afferma che, in Italia, il settore dell’abbigliamento online ha registrato lo scorso anno un giro d’affari di circa 150 milioni di euro con una crescita annua del 40 per cento, la più alta di tutti i comparti.

Come Marchetti sia riuscito a convincere i grandi nomi della moda a diventare partner, è lui a spiegarlo: «Ci siamo inseriti nella filiera della moda italiana per sfruttare le rimanenze di tessuti e prodotti finiti, che si creano a ogni fine stagione a tutti gli stadi, dai produttori agli stilisti fino ai negozi. Sono volumi importanti e i vari operatori non sono mai riusciti a risolvere veramente il problema di come non buttarli. I nostri buyer selezionano i capi di abbigliamento e gli accessori che ci sembrano adatti al pubblico di Internet e li proponiamo online a prezzo scontato».

Come dimostrano molte delle storie aziendali di successo del settore Internet, l’idea è fondamentale per sbarcare il lunario. Ma se, poi, non c’è qualche finanziatore che ci crede, il rischio è che il progetto non decolli.

Marchetti il suo venture capitalist l’ha trovato in Elserino Piol. Lui che, con la sua Kiwi, resta al momento uno degli azionisti della società, ha messo sul piatto dell’intraprendente trentenne romagnolo un milione e mezzo di euro per muovere i primi passi. Successivamente sono entrati nel capitale Net Partners e Benchmark.

La fiducia è stata ben riposta. Dopo soli due anni, la società raggiunge il break even. Il boom di contatti e vendite è proseguito ininterrottamente anno dopo anno.

Nel 2006 Marchetti decide di sfruttare il know-how tecnologico e logistico acquisito per lanciarsi in un nuovo business, quello dei servizi. Nasce così Yoox Services, divisione del gruppo che progetta e gestisce negozi online monomarca dei principali brand della moda e del design. Marni, Emporio Armani, Diesel, Cp Company, Valentino e Stone Island sono tra i primi ad aprire, ma la società ha già annunciato che in autunno saranno diverse le maison ad affidarsi a Yoox per lanciarsi nel business del commercio elettronico.

Con i clienti e i partner che si fanno più nutriti, i numeri della società continuano a crescere. La fotografia scattata a fine 2007 mostra una società operante in 53 paesi al mondo con quasi quattro milioni di visite al mese e oltre un milione di capi spediti in tutto il mondo. Alla fine dello scorso anno i ricavi lordi hanno raggiunto i 90,8 milioni di euro (il 38,5 per cento in più sul 2006) e per il 2008 la cifra dovrebbe salire a 130 milioni, che vorrebbe dire un ulteriore balzo del 43 per cento.

L’originario centro logistico di Bologna si è trasferito in un’area sette volte più grande. I dipendenti, che a inizio 2005 erano circa sessanta, raggiungeranno i 250 entro fine anno. Sia in America che in Giappone sono stati aperti due centri di distribuzione. Nell’attuale compagine azionaria di Yoox, oltre ai tre investitori finanziari che possiedono il 58,2 per cento, c’è Marchetti (8,1 per cento), il management team attraverso le stock option (21,7 per cento) e una trentina di piccoli investitori privati con il restante 12 per cento.

Con questi numeri, dopo mesi che se ne parlava, il gruppo ha comunicato che approderà in Borsa entro il primo semestre 2009. «Nei prossimi mesi, insieme alla banca d’affari Eidos – ha dichiarato Marchetti – metteremo a punto ogni dettaglio, ma con alcuni punti fermi: la quotazione servirà per liquidare i venture capitalist che hanno creduto in me, finanziando il mio progetto otto anni fa, e per avere le risorse necessarie per sostenere la crescita». Fra un anno, dunque, Yoox troverà un’altra piazza su cui esibirsi, non tanto virtuale e speriamo un po’ meno burrascosa di com’è stata in questi ultimi mesi.

Annunci